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Il lino (stralcio di un racconto di Giuseppe Pizzino, cl. 1905, "Il lino e... l'amore" riportato da Marco Marziano in "Memorie di ieri e dell'altro ieri") "Tra le coltivazioni annuali portate avanti nel fondo che famiglia conduceva in mezzadria v'era quella del lino, un cespite la cui raccolta avveniva per sradicamento delle piante, che successivamente venivano riunite in covoni e messe a seccare al sole. Una volta liberate da ogni umore, si procedeva alla mazzolatura delle capsule per la fuoriuscita dei semi, dei quali in casa si faceva uso ricorrente per cataplasmi e infusi antibronchitici. Mentre i culmi, subito dopo l'affissione del consueto apposito bando comunale in genere datato primo agosto, venivano depositati in appositi solchi tracciati nel letto del torrente Timeto, dove restavano a macerare in acqua corrente per sette giorni almeno. Quindi venivano riportati fuori e lasciati ad asciugare, fino ad essere pronti per la battitura e la filatura..."
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sopra e a sinistra, foto di lino: semi, piante, fibre da filare e filate, tessuto di lino
Le immagini relative al lino sono state riprese nel corso di una esposizione realizzata dall'Associazione ArtigianArte Nebrodi in Patti - dicembre 2006 |
Antichi Forni
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ringrazio Giuseppe Gregorio che ha collaborato alla raccolta di questi attrezzi |