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La tradizione culinaria del Natale (questa pagina è stata aggiornata su www.librizziacolori.eu) |
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nuvolette fichi secchi, carrube |
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panuzzi prodotti ed attrezzi della tradizione: maccheroni con il buco, panuzzi, tegami, màdia (a maidda)
panuzzu con nocciole torrone |
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Scrive Maria Rosa Muscarà Ingham, dall’America…
Una ragazza
lascia la sua amata terra natale e, dopo un cinquantennio di lontananza dal
paesello natio rievoca, con il cuore e la mente, il Natale a Librizzi di
quand’era ragazza, e rende omaggio alla mamma che sapeva preparare dei biscotti
che erano opere d’arte… E ci richiama ai valori dei nostri avi. |
pietre lavorate da Guidara
nocciole tostate con lo zucchero
tegame |
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“Ricordo
bene le celebrazioni del Natale a Librizzi: le mie memorie sono quelle di una
ragazzina che è cresciuta in tempo di guerra. La mia mamma, come tutte le
mamme librizzesi, preparava biscotti
speciali e altre cose buone da mangiare. Le specialità natalizie erano il
torrone, i “panuzzi”, la pignolata, e i
“crispeddi”. Il torrone era una mistura di zucchero, nocciole, e a
volte anche mandorle. I panuzzi si facevano con pasta zuccherata a forma di
ovale ed erano guarniti con nocciole tostate. La preparazione di “crispeddi” era un po’ complicata: si cominciava con l’impasto di farina, lievito, sale, e acqua. Il tutto veniva mischiato insieme e lavorato per lungo tempo, poi il dolce impasto veniva coperto e lasciato a lievitare. Quando la pasta era lievitata abbastanza si versava col cucchiaio nell'olio caldo. I crispeddi si potevano cuocere semplici o con pezzetti di acciughe dentro. Quelli semplici si bagnavano con il miele e si coprivano di zucchero. Deliziosi! I
biscotti
erano fatti con la stessa pasta dolce dei panuzzi ma erano delle opere
d'arte. La mia mamma gli dava la forma di mezzaluna, di cerchi, di nodi,
della lettera S, eccetera. Poi li copriva con zucchero colorato e altre
decorazioni mangiabili. |
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I dolci erano solo una piccola parte della celebrazione natalizia perchè i Librizzesi vivevano il Natale come una festa principalmente religiosa. Molti giorni prima di Natale arrivavano a Librizzi i pastori e fino al giorno di Natale camminavano per le strade di Librizzi per svegliare la gente con il suono della loro cornamusa. La gente si alzava che era ancora buio e andava in chiesa a seguire la Novena, in preparazione della nascita del piccolo Bambino. |
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La Messa
della Vigilia era un avvenimento speciale. La chiesa era decorata con
arance, mandarini, limoni, e con le foglie degli alberi di questi
frutti. Ancora ricordo il profumo delizioso di quelle belle vigilie in
chiesa. Il Presepio era l' addobbo principale della chiesa, in
quella notte: i bambini potevano andare fino al Presepio per vedere la statua
del Bambino Gesù. Molti Librizzesi preparavano Presepi nelle loro
case. Ricreavano paesi immaginari con cascate, neve, stelle, pastori,
pastori con cornamusa,… Io ricordo i Presepi come opere d'arte! Due o tre
paesani mettevano nelle loro case alberi di natale e questi suscitavano
interesse e curiosità nei librizzessi, ma
erano una cosa strana, insolita. Gli alberi di Natale erano una usanza dei
librizzesi che erano vissuti negli Stati Uniti ed erano ritornati a Librizzi.
Io, in
America, continuo le usanze di Librizzi all’epoca della mia infanzia.
Ogni anno preparo un grande Presepio; preparo i biscotti, i panuzzi, e il
torrone. E, certo, ho anche l'albero di Natale, i biscotti all'uso americano, una collezione di Santa Claus, e una collezione di
ornamenti a forma di angeli. Cerco di ricordare il significato
religioso di Natale in un mondo molto materialistico, che ha dimenticato
i valori dei nostri avi.” |
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maccheroni con il buco fichi secchi
le immagini documentano una mostra allestita dall'Associazione Il Filo della Memoria nell'ambito di una iniziativa dell'Associazione ArtigianArte Nebrodi - Patti 2006 |
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